LA PALLAVOLO GIOVANILE HA BISOGNO DI INSEGNANTI, DI VERI MAESTRI NON DI SALTIMBANCHI!


Soprattutto nel settore giovanile femminile abbiamo bisogno di veri insegnanti. Di persone competenti, preparate, capaci di trasmettere conoscenze, costruire abilità e, soprattutto, lasciare un segno nel percorso formativo delle giovani atlete.

Purtroppo, siamo sempre più circondati da alchimisti, stregoni e saltimbanchi della metodologia, convinti che basti proporre allenamenti ricchi di fantasia, creatività ed esercizi spettacolari per ottenere risultati.

Ma attenzione: intrattenere non significa insegnare. E far divertire non equivale necessariamente a far apprendere.

La creatività è una risorsa preziosa, ma senza competenze tecniche, progressioni didattiche, obiettivi chiari e capacità di osservazione rischia di diventare soltanto improvvisazione.

La ricezione del servizio, tema del mio nuovo approfondimento, ne è un esempio concreto: non basta inventare esercizi sempre diversi. Bisogna conoscere il fondamentale, comprenderne le difficoltà, saper correggere gli errori e organizzare un percorso di apprendimento coerente.

Un allenamento può essere fantasioso, divertente e spettacolare. Ma la domanda che ogni allenatore dovrebbe porsi è una sola: che cosa hanno realmente imparato oggi le mie atlete?

Perché il vero insegnante non è quello che stupisce con i suoi esercizi, ma quello che lascia competenze nelle proprie atlete.

La differenza tra allenare e insegnare sta tutta qui.


STEFANO LORUSSO




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