domenica 1 agosto 2021

ESERCIZI PER LA DIFESA CON SPOSTAMENTO 











venerdì 30 luglio 2021


DIDATTICA DEL BAGHER DI COSTRUZIONE 

ALLENATORE PAOLO CERUTTI 











Se Eleonora Lo Bianco e Paola Cardullo sono diventate bandiere della pallavolo italiana il merito è anche di Genesio Bricchi, e dell’allenatore Paolo Cerutti lo storico presidente e allenatore della pallavolo Omegna, che hanno dedicato impegno e passione rendendo famoso questo piccolo paese del Verbano in riva all’omonimo lago.Ma tutto è cominciato nel 1988 quando Paolo Cerutti, fondò la società verdeviola. Bricchi, dopo qualche stagione da dirigente nel 1984 diventó Presidente. Il momento più bello è stato la vittoria del primo tricolore dell’Under 16 a Trento seguito nei successivi due anni l’Omegna lo vinse anche con l’Under 18 prima di cominciare la scalata. Il gruppo di ragazze del 1979,propio quella di Lo Bianco e Natalia Viganò, altra omegnese che ha giocato in nazionale e a lungo in serie A. Cardullo invece del 1982. Lo Bianco e Cardullo hanno vinto l’oro iridato in Germania nel 2002. «Penso che sia stato unico e irripetibile che due ragazze di Omegna abbiano vinto un Mondiale ed è un orgoglio. Lo Bianco sin da piccola aveva una gran forza di volontà che l’ha portata a fare carriera. Tecnicamente? La più forte era Viganò. Siamo arrivati a sfiorare la serie A con questo gruppo, con cui abbiamo vinto cinque campionati di seguito dalla serie D alla B1». Io in quel periodo facevo centinaia di km, con la mia telecamera, due volte la settimana, partendo da Torino con alcuni allenatori “MATTI come me, per riprendere i suoi allenamenti e cercare di riproporre quei modelli tecnici così vincenti con le mie giovani atlete. A tale proposito ho molti video in VHS che non ho ancora convertito in digitale. Se qualche collega volesse collaborare con me mi contatti attraverso la mia e-mail. Paolo Cerutti lasciato il Testimone a Luciano Pedullà ha allenato a Novara e Vercelli Formando nuovamente atlete a livello Nazionale. In questo video, sulla tecnica del bagher di costruzione, girato da una società Piemontese Paolo illustra una metodologia di lavoro a mio avviso estremamente interessante. Non vi nascondo che non è semplice tenere aggiornato il Blog con nuovi spunti per l’allenamento. Aspetto da parte vostra qualche indicazione e Feedback per arricchirlo e migliorarne le proposte. 
                                                                                               Stefano Lorusso.







martedì 27 luglio 2021

ESERCIZI ANALITICI E SINTETICI CON SPOSTAMENTO PER IL CONTROLLO DEL BAGHER
















Ciao amici, in questo video, potete visionare alcuni esercizi semplici, con spostamenti controllati e coordinati per l’allenamento del bagher con una corretta progressione didattica. L’aspetto, che io ritengo interessante è il modello tecnico proposto soprattutto con riferimento alla posizione degli arti inferiori in divaricata frontale. A mio avviso l’eccessivo utilizzo della tecnica di bagher in divaricata sagittale “come unico imprinting”, soprattutto nelle prime fasce giovanili determina un  transfert negativo nell’apprendimento del fondamentale per la ricezione e difesa.
Arrivederci al prossimo post.


Stefano Lorusso.



sabato 24 luglio 2021



ALLENAMENTO 
GIOVANNI GUIDETTI 


Che differenza c’è tra un campione è un giocatore mediocre? Semplice!
Quando suggerisci ad un campione risponde Ok Coach, quando suggerisci 
ad un giocatore mediocre risponde SI MA…..Giovanni Guidetti




Giovanni Guidetti, proveniente da una famiglia di allenatori (è infatti figlio di Adriano[1], nipote di Gian Paolo e cugino di Ettore Guidetti[2]), nel campionato 1994-95 siede sulla panchina del Volley 2000 Spezzano come vice allenatore; dopo due stagioni, nel 1996 viene promosso a primo allenatore ottenendo immediatamente una promozione in serie A1. Al suo esordio nella massima serie raggiunge il quinto posto in regular season, conquistando quindi la possibilità di disputare i play-off, dove viene eliminato in semifinale dalla Pallavolo Reggio Emilia. Nel 2000decide di intraprendere un'avventura negli Stati Uniti d'America allenando nella United States Professional Volleyball, quindi nella stagione 2001-02 decide di ritornare ad allenare in Italia nel Joy Volley Vicenza: chiude la regular season al settimo posto, venendo ammesso ai play-off dove viene eliminato ancora una volta in semifinale, stavolta per mano dell'Asystel Volley. La seconda stagione non è altrettanto fortunata: nel novembre 2002 viene infatti esonerato e sostituito da Giuseppe Cuccarini, ma nel gennaio 2003 viene chiamato dalla Pallavolo Reggio Emilia per sostituire Claudio Casadio, concludendo il campionato con il raggiungimento della salvezza. Nel 2003 diventa inoltre il nuovo allenatore della nazionale bulgara che guida al campionato europeo in Turchia, ottenendo un settimo posto.

Nell'annata 2003-04 viene ingaggiato dal Volley Modena con cui raggiunge i play-off, ma viene eliminato di nuovo in semifinale dall'Asystel Volley, quindi per la stagione successiva si accorda con il Chieri Volley: alla guida della formazione piemontese ottiene il quinto posto in regular season, venendo tuttavia nuovamente eliminato in semifinale play-off, stavolta dal Volley Bergamo, mentre in campo europeo arriva uno storico successo nella Top Teams Cup. I due campionati successivi si dimostrano più avari di successi: in entrambi i casi la corsa di Chieri nei play-off si interrompe nei quarti di finale (contro l'Asystel Volley nel 2005-06, contro la Robursport Volley Pesaro nel 2006-07).

Le prestazioni alla guida della squadra torinese gli fruttano nel 2006 la chiamata della nazionale tedesca femminile. La prima parte della sua avventura sulla panchina tedesca è però caratterizzata dalla mancata partecipazione alle Olimpiadi di Pechino e il sesto posto al campionato europeo di Lussemburgo e Belgio. Nel 2008 accetta il doppio incarico allenando il VakıfBank Güneş Sigorta Spor Kulübü (che nel 2011 cambierà denominazione diventando VakıfBank Spor Kulübü), con cui si classifica secondo per due volte nel campionato turco(nel 2010 e nel 2011), perdendo in entrambi i casi con il Fenerbahçe Spor Kulübü; ottiene però la conquista della Champions League 2010-11, che permette alla squadra turca di partecipare anche al campionato mondiale per club dove si classifica seconda, sconfitta in finale dal Rabitə Bakı Voleybol Klubu.

Nel 2011 ottiene con la nazionale tedesca il secondo posto al campionato europeo, sconfitto in finale al tie-break dalla Serbia. Alla Coppa del Mondo 2011 fallisce invece l'immediata qualificazione olimpica classificandosi al sesto posto.

La stagione 2011-12 è più avara di vittorie delle precedenti, sia nel club che in nazionale. Viene infatti sconfitto in finale scudetto dall'Eczacıbaşı Spor Kulübü, che lo elimina anche in semifinale di Coppa di Turchia, mentre in Champions League viene superato dal Racing Club de Cannes nei quarti di finale. Con la selezione tedesca partecipa inoltre alle qualificazioni olimpiche, dove viene sconfitto in semifinale dalla Polonia vedendo così svanire il sogno olimpico.

Nell'annata 2012-13 vince la Coppa di Turchia, la Champions League per la seconda volta e il campionato, concludendo la stagione senza perdere neppure una partita in tutte le competizioni[3]; nell'estate 2013, alla guida della nazionale tedesca, vince nuovamente la medaglia d'argento al campionato europeo 2013. La stagione successiva, sempre alla guida del VakıfBank Spor Kulübü, è invece ricca di successi: si apre con la vittoria della Supercoppa turca (bissata nel 2014) e del Campionato mondiale per club e si conclude col successo in Coppa di Turchia e in campionato, a cui farà seguito il terzo titolo di campione di Turchia al termine della stagione 2015-16.

Nel gennaio 2015 viene annunciato il termine dell'incarico come allenatore della nazionale tedesca[4]. Pochi giorni dopo viene ufficializzato l'inizio del rapporto con la nazionale femminile olandese[5]: alla guida della formazione oranje raggiunge nel 2015 il terzo personale argento consecutivo ai campionati europei, a cui fa seguito l'anno successivo il quarto posto alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Al termine del 2016, nonostante il contratto in scadenza nel 2020, rassegna le dimissioni da allenatore della selezione olandese[6] per legarsi, a partire dal 3 gennaio 2017, con la nazionale turca[7].

In questo post ho inserito degli esercizi realizzati durante un allenamento di qualche anno fa della durata di circa 3 ore. Anche se un po’ datato penso possa essere materiale interessante, sia per la metodologia del lavoro sia per la capacità di gestione del l’allenamento stesso. Posso confidarvi che anche se le atlete sono di alto livello c’è, durante gli esercizi, in tutte le varie fasi “analitico, sintetico e globale” la cura degli elementi tecnici e il continuo stimolo alla correzione. Come sempre vi ringrazio per le numerosissime visualizzazioni e per i vari feedback che ricevo attraverso i social. Appuntamento al prossimo post.

Stefano Lorusso







L’allenamento inizia alle h.17.00 con undici atlete di cui una esegue lavoro differenziato. Le atlete eseguono degli esercizi d’allungamento e mobilizzazione articolare. Esercizi con affondi laterali e frontali. Andature con circonduzioni delle braccia.. Allunghi 18 m con movimenti pre dinamici attivi delle caviglie. Spostamenti con passi corti e veloci tra la linea dei 3m. e la rete, sia frontali sia laterali. Spostamenti in avanti e laterali con contro movimento partendo da fondo campo.


Lavoro di bagher d’appoggio con spostamenti in avanti a passi corti. La partenza è da fondo campo ed il lanci è effettuato dall’altro campo all’altezza dei 3m.. Stesso lavoro con bagher a destra e sinistra partendo dietro una sedia. Il lancio è sempre sui 3m. 

 L’esercizio continua con difese estreme in caduta. Quattro atlete sono a fondo campo sedute, l’allenatore è nello stesso campo e attacca palle corte in pallonetto all’altezza dei 3m. Le giocatrici appena il tecnico lancia la palla in alto si alzano e corrono a difendere.  

Quattro atlete sono a fondo campo sedute, l’allenatore è nello stesso campo e attacca palle corte in pallonetto all’altezza dei 3m. Le giocatrici appena il tecnico lancia la palla in alto si alzano e corrono a difendere.  



Le palleggiatrici alzano due palloni a testa in zona 2/4, in seguito alzano due palloni in zona 4 uno in punto rete l’altro sui 3m. Le altre giocatrici effettuano dei palleggi a coppie frontali, all’

Salti a muro sul posto “tre consecutivi”. Spostamenti laterali e con passo incrociato. Salti con spostamenti di coppia verso le zone 2/4. Attacchi solo in parallela dalle zone 2/4. 


Gioco 5 x5 con il palleggiatore in seconda linea in zona 1. Se l’alzatore difende palleggia il centrale. L’esercizio inizialmente prevede muro a uno e senza punteggio con ritmo molto alto. La palla è messa in gioco dall’allenatore. 




Esercizio contrattacco. Sei giocatrici in campo con palleggiatore in zona 1 devono appoggiare, ed eseguire un attacco e  due contrattacchi”tre palle di seguito lanciate dall’allenatore con il centrale di II linea in zona 6 che appoggia in bagher. La squadra che riceve la palla deve conquistare 15 punti prima che l’altra ne realizzi 10 per squadra. Si provano tutte le combinazioni d’attacco con il palleggiatore in prima e seconda linea. (F4) L’esercizio può essere con tre palle di seguito per squadra e punteggio che parte da  22 a  22 Il gioco termina quando una delle due squadre vince tre set su cinque disponibili.  


L’allenamento termina con battute libere con gli attaccanti ricettori ed il libero in ricezione. Alcune giocatrici eseguono esercizi d’allungamento. La durata dell’allenamento e di h. 3. 15   Lavoro globale di attacco e difesa. Lavoro tecnico analitico per la battuta e la ricezione. Lavoro defaticante.  

sabato 17 luglio 2021

METODOLOGIA PER L’ALLENAMENTO DELLA TECNICA DI DIFESA CATEGORIA UNDER14







Ciao amici e colleghi, oggi vi propongo un video, con alcuni spunti didattici per l’allenamento della difesa, con particolare riferimento alla categoria Under 14 femminile. All’interno del video potete trovare una catena didattica, con esercizi semplici, analitici e sintetici per l’allenamento della tecnica di difesa. A tal proposito inserisco parte di un articolo, “sull’allenamento della tecnica” scritto dal Dott. Solinaro Luigi, Laureato in Scienze delle Attività Motorie e Sportive, il dottor Salinaro è Personal Trainer, esperto in chinesiologia e preparazione atletica e sportiva. 


L’allenamento della tecnica forse rappresenta la base di tutti gli sport, in quanto su di essa si realizza una solida preparazione fisica, frutto di un corretto stile d'esecuzione delle singole movenze, sia esse nell'ambito di un esercizio di condizionamento o di un esercizio stilistico.
L'allenamento della tecnica differisce nei vari tipi di sport, così senza entrare nel dettaglio si può dire che in attività che prevedono abilità chiuse o cicliche, tale allenamento diventa relativamente più semplice poiché i fattori di disturbo sono facilmente individuabili e prevedibili (di conseguenza facilmente allenabili), ben più diversa è la situazione in tutte quelle attività aperte “giochi sportivi”, dove l'applicazione della tecnica deve tenere necessariamente conto dell'azione svolta dall'avversario.
Prima di entrare nel dettaglio sui sistemi di allenamento della tecnica, trovo interessante spiegare brevemente i meccanismi che portano all'acquisizione di un compito motorio. 
Il punto di partenza per qualsiasi compito si voglia eseguire nel migliore dei modi è la sua automatizzazione, che in termini "squisitamente" fisiologici significa passare lo schema motorio dai centri corticali superiori ai centri inferiori, più nello specifico dalla corteccia motoria al cervelletto al midollo spinale, in modo tale da avere una risposta adeguata in funzione di uno stimolo (in poche parole un riflesso condizionato da un apprendimento). 
Tutto questo si traduce in tre passi logici quanto essenziali per un corretto apprendimento:
- IMPARARE- APPLICARE- DIMENTICARE
Si immagini di iniziare un corso di guida per l'automobile, in un primo momento si imparano un insieme di nozioni sia teoriche che pratiche e si cerca di metterle in pratica. La guida risulta macchinosa, tutti i sensi sono attivati e diretti ad un unico scopo, guidare. 
Si ha la necessità di qualcuno che ci corregga continuamente e al momento opportuno.
In un secondo momento si cerca di applicare quanto imparato, si cerca di non commettere gli errori già corretti, si pensa a quale sia la decisione giusta tra quelle studiate nelle varie situazioni, ma la guida non risulta ancora fluida, spesso si arriva in ritardo sui comandi, non si ha visione periferica.
Si arriverà all'automatismo paradossalmente nel momento in cui si dimentica ciò che si è imparato. Nella realtà non si è dimenticato nulla, ma il tutto è stato trasferito ai centri corticali inferiori che dopo errori e relativi aggiustamenti sono in grado di svolgere il compito senza l'ausilio dei centri superiori, che nel frattempo possono occuparsi di altro. La guida risulta fluida, le scelte effettuate sono veloci, si acquisisce visione periferica, si arriva a prevedere in anticipo alcuni comportamenti.
Nello sport avviene proprio questo si impara si applica e quando si dimentica abbiamo ottenuto la risposta desiderata in termini di velocità tempo e ritmo. Un errore nelle prime due fasi porta a degli errori nella successiva che come si evince sono difficili da eliminare proprio perché il controllo cosciente non c'è (o per meglio dire è al minimo). 

Correggere un errore in una tecnica già acquisita a volte può risultare impossibile, ecco perché il tempo dedicato all'allenamento della tecnica deve essere sempre di qualità mai di quantità. Creare uno schema errato significa precludere la carriera di un'atleta ed un corretto sviluppo delle sue potenzialità (l'allenamento è efficace se la tecnica è efficace).

Spero che questo materiale, anche se con una metodologia di allenamento tradizionale e in contrasto con le nuove tendenze di lavoro in palestra, possa essere utile come momento sia di confronto sia di aiuto per migliorare il livello tecnico delle giovani giocatrici.
Arrivederci al prossimo post.

                                                                                                                              Stefano Lorusso

giovedì 15 luglio 2021



DIDATTICA DEL PALLEGGIO SCUOLA ASIATICA




Un buon giorno a tutti gli amici e colleghi, oggi voglio proporvi un video altamente formativo sulla didattica del palleggio d'alzata, con riferimento alla scuola asiatica. All'interno del video ci sono esercitazioni semplici, dove è curata la tecnica di esecuzione del palleggio rispetto alle diverse traiettorie d’alzata sia con palleggio verso zona quattro sia in posto due.



giovedì 8 luglio 2021

  ESERCIZI PER IL BAGHER E SPOSTAMENTI COORDINATI 

 

mercoledì 7 luglio 2021

TECNICHE DI RICEZIONE E COMPETENZE SPAZIALI
RELATRICE SIMONETTA AVALLE



Un saluto a tutti i colleghe e visitatori del mio Blog. Voglio ringraziarvi personalmente per le tantissime visualizzazioni e condivisioni dei Post che propongo all'interno del Blog. Oggi vi propongo un video realizzato durante un corso di aggiornamento organizzato dal CQR del Piemonte tenuto dalla Dottoressa Simonetta Avalle. Penso che tutti gli amanti del volley conoscono la storia pallavolistica e il contributo formativo e di qualificazione che Simonetta continua a fornire alle giovani atlete e allenatori. Spero che il video sia un contributo alla crescita tecnica del nostro movimento. Arrivederci al prossimo post. 





                                                                                                                                      Stefano Lorusso

giovedì 1 luglio 2021

LA FORMAZIONE TECNICA PER LO SVILUPPO DELLE ABILITÀ DI GIOCO NEGLI SPORT DI SQUADRA 




ALLENAMENTO NAZIONALE ITALIANA CADETTE


La formazione tecnico-sportiva, inserita in un processo di allenamento a lungo termine, svolge un ruolo di primo piano in tutti gli sport. Rappresenta, infatti, il fattore della performance di gioco che rispecchia maggiormente una massima della scienza dell'addestramento sportivo, secondo la quale l'allenamento sportivo giovanile deve essere inteso come sostenibile e quindi, in particolare, come prerequisito necessario per un allenamento orientato al successo. Ad oggi vi è una scarsa conoscenza circa i riflessi dei metodi utilizzati nella formazione tecnica sui risultati scientifici, come anche, viceversa, la misura in cui tali approcci scientifici vengano effettivamente messi in pratica nella formazione sportiva di livello agonistico. In tale contesto, l'Istituto Federale di Scienza dello Sport (BISp), in collaborazione con la Federazione Calcistica Tedesca (DFB), ha commissionato un progetto per la realizzazione di uno studio specialistico Su "La formazione tecnica per lo sviluppo delle abilità di gioco negli sport di squadra", affidando l'incarico ad un gruppo di lavoro guidato dal Prof. Fr. Andreas Hohmann dell'Università di Bayreuth (finanziato dall'Istituto Federale di Scienza dello Sport), con gli obiettivi di motivare i metodi di insegnamento e apprendimento della tecnica utilizzati con successo nel processo di allenamento e risultati validi per tutti tipi di sport, nonché di integrarli gradualmente con nuove conoscenze scientifiche. Lo studio è stato strutturato su tre pacchetti di lavoro: (I) analisi della letteratura internazionale, (Il) interviste ad esperti condotte a livello nazionale (analisi della situazione tramite interviste semi-strutturate ad istruttori), (III) analisi retrospettiva tramite questionari semi-strutturati agli atleti. 

 CONTESTO 

 L'Istituto Federale di Scienza dello Sport persegue l'obiettivo di garantire la competitività dei migliori atleti tedeschi attraverso un supporto scientifico efficace ed efficiente, nonché di assicurarne anche il mantenimento futuro. Nei giochi sportivi riveste un'importanza fondamentale l'abilità di gioco specifica sviluppata a livello individuale, descritta come la capacità dell'atleta di svolgere in maniera adeguata ad ogni situazione compiti complessi, in modo tale da poter soddisfare l'obiettivo delle competizioni. In tal senso, la formazione tecnica gioca un ruolo di primo piano nel processo di allenamento a lungo termine. Essa, infatti, rappresenta il fattore della performance di gioco che rispecchia maggiormente una massima della scienza dell'addestramento sportivo, secondo la quale l'allenamento sportivo dei giovani talenti deve essere inteso come sostenibile e quindi, in particolare, come prerequisito necessario per un allenamento orientato al successo/al risultato (Schnabel et al., 2011; Martin, Nicolaus, Ostrowski, Rost, 1999). Allo stesso tempo, soltanto una tecnica sportiva ottimale garantisce un rapido sviluppo altamente dinamico delle prestazioni, così come richiesto negli sport agonistici per soddisfare le sempre più crescenti esigenze competitive. Di conseguenza, la massima priorità deve essere data sin dall'inizio alla tecnica sportiva dei giovani atleti, la quale deve essere ottimale e specifica per ogni tipo di sport, in modo tale da caratterizzare l'intero pro- cesso di allenamento, da quello dilettantistico fino a quello di alto livello. Il problema risiede nel fatto che agli esordi dell'allenamento non sempre è presente l'alto livello di precisione tecnica richiesto agli atleti: fatto particolarmente evidente in sport come il calcio, la pallacanestro e la pallamano, dal momento che determinate caratteristiche biologiche (ad es. l'altezza e il peso corporeo, l'età relativa e fisiche (ad es. forza, velocità e resistenza), nonché un allenamento strategico-tattico precoce assicurano ai più giovani maggiori probabilità di successo nelle competizioni. In relazione all'ottenimento di tale successo, infatti, è possibile, attraverso un potenziamento dell'allenamento di tipo tattico o atletico, non solo compensare sin dal principio debolezze e deficit tecnici, ma anche ottenere in breve tempo vantaggi nelle prestazioni di bambini e adolescenti. Ad ogni modo, risultati di un allenamento tecnico con}tinuo, ampio e qualitativamente ben eseguito si manifestano soltanto molto più tardi nella carriera di un atleta. Per tale motivo i preparatori atletici di squadre giovanili devono possedere, a tutti livelli, una specifica strategia di allenamento incentrata sulla formazione tecnico-sportiva, orientata alla sostenibilità e attuata scrupolosamente. Proprio in quest’ottica l’Istituto federale di scienze dello sport, in collaborazione con la federcalcio tedesca, avviato la realizzazione di uno studio sul tema della “formazione tecnica per lo sviluppo delle abilità di gioco nello sport di squadra“.
 
OBIETTIVI 

 Al fine di formare i migliori giocatori del domani, bisogna tenere in considerazione i trend internazionali nell’ambito della tecnica e tradurre le caratteristiche tecniche richieste nello sport a livello agonistico in una serie sistematica di obiettivi formativi specifici per fasce di età. La qualità dell’approccio tecnico delle associazioni sportive e, in subordine, l’efficacia delle metodologie di insegnamento sono determinate in modo decisivo dalla corrispondenza tra le condizioni di prestazione individuale di bambini e giovani, i requisiti del programma di sviluppo relativi alle competizioni suddivisi per fasce di età, nonché gli standard di prestazioni di eccellenza orientati al successo. prima dell’avvio del progetto non era noto nel come i metodi utilizzati nella formazione tecnica si riflettessero sui risultati scientifici ne, al contrario, come gli approcci scientifici venissero messi in pratica nella formazione sportiva di livello agonistico. Pertanto, per lo studio in questione, è stato scelto come base di ricerca un complesso quadro di riferimento per lo sviluppo della tecnica, che considera la formazione tecnica come il principale “fattore ambientale”. (F1) 







  Lo studio affronta la tematica centrale dell’impostazione pedagogica, didattica e metodologica ottimale nel processo di insegnamento di acquisizione della tecnica nel calcio, nella pallacanestro e nella pallamano.un suo primo compito è stato quindi esaminare il modello di riferimento generale relativo allo sviluppo della tecnica e alla sua sostenibilità nel calcio, nella pallacanestro e nella pallamano, sia il in maniera generale per i tre tipi di sport, Sia specificamente per ciascuno di essi. Per tale motivo il primo obiettivo è stato quello di condurre un’analisi scientifica sulla struttura interna della didattica (struttura per obiettivi e per obiettivi intermedi) nel processo di formazione tecnico-sportiva nell’infanzia e nell’adolescenza.il secondo obiettivo è stato quello di condurre un’analisi scientifica delle principali strategie di insegnamento e dei metodi didattici utilizzati nei programmi di formazione delle associazioni sportive. Alla luce delle tendenze evolutive delle metodologie di allenamento, il secondo compito dello studio e consistito nell’esaminare gli approcci metodologici di gioco di allenamento, in particolare per quanto concerne la loro importanza nella formazione tecnica dei tre sport presi in esame, fondamentale è stato determinare, per ogni fascia di età e per ogni specifico livello, se in quale misura tali approcci possono effettivamente dare in questi tre tipi di sport un contributo importante per un miglioramento nello sviluppo della tecnica, nonché come metterlo in pratica e renderlo funzionale per ciascuno di essi. 

 METODOLOGIA 

 Nel bando di gara per uno studio specialistico su “la formazione tecnica per lo sviluppo delle abilità di gioco negli sport di squadra“ erano esplicitamente indicati i compiti da solvere presenti (figura 2) 



  Classificazione, analisi e valutazione della letteratura nazionale internazionale disponibile sull’argomento (pacchetto di lavoro uno) Elaborazione di un’analisi obiettiva della situazione mediante un’intervista ai migliori istruttori (pacchetti di lavoro 2:03) e i migliori giocatori (pacchetto di lavoro due).nonostante o proprio a causa della loro specificità tutti i tre studi Si sono rivelati molto efficaci nell’identificare le più recenti pratiche scientifiche in termini di metodi di allenamento. L’analisi della letteratura disponibile è stata effettuata, in un primo tempo, tramite una ricerca online in diverse banche dati: tra queste, il catalogo dell’Università di Bayereuth, Compresi i cataloghi tedeschi della banca dati saggistica della biblioteca di Stato bavarese, le banche dati dell’istituto federale per la scienza dello sport, le banche dati di scienze sportivi della IAT SPONET, SPOWIS, così come il database della biblioteca centrale per la scienza dello sport dell’università tedesca dello sport di colonia.inoltre, sono stati utilizzati database internazionale, come Heracles (disponibile sul sito web di sportdocs), così come la banca dati della Amateur Athletic Foundation Los Angeles e Google Scholar. I termini di ricerca utilizzati sono stati *skill development (sviluppo Delle abilità), (tecnica), (sviluppo della tecnica), (approccio guidato da vincoli).considerando i frequenti successi ottenuti a livello internazionale nell’ambito dei tre sport presi in esame, nonché l’eccellenti abilità di gioco dei migliori giocatori tedeschi, si può supporre che nella pratica dell’allenamento giovanile siano disponibili conoscenze, sia teoriche che pratiche, Riguardanti forme organizzative e di pianificazione dell’allenamento efficaci. Allo stesso modo si può ipotizzare, data la particolare qualità delle conoscenze specialistiche degli esperti e la grande importanza della tecnica per la prestazione atletica, che tali strategie di insegnamento e apprendimento, utilizzate nella pratica della formazione tecnica delle squadre giovanili, si siano rilevate efficace anche riguardo al lavoro svolto dagli istruttori.gli allenatori delle squadre giovanili e, in secondo luogo i top player, i quali hanno ricevuto una buona formazione, si qualificano quindi come importanti portatori di conoscenze e di esperienze necessarie per formazione tecnica di alto livello, efficace e orientata allo sport di tipo agonistico. Gli istruttori delle Delle squadre giovanili rappresentano la figura principale deputata a supervisione dell’allenamento così come dello sviluppo a lungo termine delle prestazioni degli atleti junior. Di conseguenza, l’obiettivo del progetto è stato quello di diffondere le conoscenze specifiche di singoli allenatori delle squadre giovanili di top player circa i contenuti della formazione tecnica e la complessità metodologica del processo di formazione dello sport agonistico giovanile. Per quanto riguarda la modalità Concrete di raccolte di analisi dei dati, l’indagine conoscitiva si è basata sul valido progetto “predecessore”, “concetti di un allenamento delle squadre giovanili efficace” l’articolazione della ricerca qualitativa, ossia la messa. Metodologica dell’analisi della situazione nel campo della formazione tecnica-sportiva come oggetto di studio e di un’indagine, rappresenta ancora oggi un’eccezione nella disciplina delle scienze della formazione, orientata principalmente verso un approccio qualitativo-naturalistico. Ciò nonostante, il metodo qualitativo dell’intervista semi standardizzata e semi-strutturata presenta una serie di vantaggi per quanto riguarda il complesso oggetto di studio della formazione tecnica nelle fasi avanzate dello sport agonistico giovanile: esso consente infatti, un approccio aperto ed esplorativo al campo di indagine e pone inoltre l’accento sulle pratiche che operano in prima linea, vale a dire gli allenatori e gli atleti Che sono i principali responsabili del successo.per tale motivo, il metodo scelto per lo studio di tematiche socio-comportamentali, relativamente rare ed estremamente soggettive complesse, rappresenta una sorta di “strada maestra“ nel progetto di ricerca di tipo qualitativo.per l’analisi dei dati data la natura esplorativa del progetto e data l’intenzione di garantire la massima trasparenza possibile, è stata scelta una procedura ermetico-ricostruttiva basata sul sistema di classificazione della “ Grounded Theory” con l’ausilio di Max QDA (fig.3). 




Con spese e costi ragionevoli, è Stato selezionato un campione sufficientemente ampio presenta tipo dei 31 miglior istruttori di giovani e di top player (otto allenatore a livello federale, tre allenatori nazionali, cinque responsabili del centro di preparazione atletica giovanile, quattro allenatori della NLZ E 11 giocatori della nazionale tedesca Under 18) provenienti da tutta la Germania, al fine di ottenere dati sufficienti per un “Consensum Report”. Inoltre, nel gioco sportivo calcistico, risultati fondamentali per la formazione tecnica dei giovani sono stati convalidati attraverso un sondaggio online di tipo standard di 36 istruttori di squadre giovanili altamente qualificati (insegnanti di calcio, allenatori della nazionale, formatori con la licenza A). Sulla base della conformità tra strategie ed evidenze scientifiche. Il gruppo di ricerca può a buon diritto formulare delle affermazioni di portata scientifica, adatte a tutti tipi di sport, riguardo ai concetti-quadro attualmente dominanti nella formazione tecnica sportiva, sviluppo a lungo così come riguardo allo termine delle prestazioni nel settore giovanile, sebbene una categorizzazione generale dei risultati ottenuti sembri allontanare l'approvazione dei maggiori opinionisti in materia. Per quanto riguarda l'utilizzo concreto dei contenuti formativi nell'ambito dello sviluppo di prestazioni a lungo termine, privilegiato dalle associazioni sportive, i risultati stessi mostrano chiaramente il conflitto esistente tra un addestramento inizialmente diversificato e una specializzazione sviluppata fin dagli esordi. Le raccomandazioni finali trasversali a tutti tipi di sport che specifiche per ciascuno di essi, riguardanti la formazione tecnica dei giovani sono da intendersi principalmente come consigli e spunti tecnici, destinati ad associazioni sportive, preparatori atletici e ricercatori. Con uno sguardo a posteriori si può affermare che la ricerca condotta mediante interviste semi-standardizzati e semistrutturate si è rivelata la più adatta per raccogliere i contenuti dell’allenamento nel processo di formazione tecnica tuttavia, sulla base delle conoscenze acquisite e delle problematiche individuate, emerge la necessità di effettuare ulteriori studi di intervento e te sperimentali, al fine di salvaguardare i risultati qualitativi ottenuti, eliminare le contraddizioni riscontrate e colmare specifici deficit di conoscenza.