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  IL PRIMO OBIETTIVO DI UN METODO: PRODURRE APPRENDIMENTO Nel settore giovanile si parla sempre più spesso di autonomia, problem solving, variabilità, approccio ecologico-dinamico e apprendimento attraverso il gioco. Concetti importanti, certamente. Ma attenzione a non trasformare l’innovazione metodologica in una nuova moda. Perché prima di chiedere a un giovane atleta di scegliere , dobbiamo domandarci se possiede gli strumenti tecnici per poter scegliere.  Ed è proprio qui che il metodo prescrittivo continua ad avere un ruolo importante. Il primo obiettivo di un metodo è produrre apprendimento . Non intrattenere, non riempire due ore di allenamento e nemmeno costruire esercizi spettacolari da mostrare sui social. Produrre apprendimento significa determinare modificazioni relativamente stabili delle competenze dell’atleta e, successivamente, renderle disponibili nelle situazioni reali di gioco. Cosa significa essere prescrittivi? Nel metodo prescrittivo l’allenatore assum...
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Il muro nell’Under  12 e 13:  uno o due giocatori  Una scelta  tecnica,  non un  automatismo Ciao amici e colleghi, continuiamo il nostro percorso di confronto e formazione sulla pallavolo giovanile . Oggi vorrei affrontare un tema che, personalmente, mi pone ancora alcuni interrogativi dal punto di vista metodologico e didattico: il muro nelle categorie Under 12 e Under 13 femminile . Quest’anno, all’interno della mia società, abbiamo discusso e ci siamo confrontati su una domanda apparentemente semplice, ma che apre molte riflessioni: in queste categorie è più corretto organizzare il muro con una sola giocatrice oppure iniziare già a strutturare il muro a due? E soprattutto, perché scegliere una soluzione piuttosto che l’altra? Credo che la risposta non possa dipendere esclusivamente dall’età o dalla necessità di ottenere un risultato immediato. Dovremmo invece chiederci quali siano i prerequisiti tecnici, motori e percettivi necessari, quale progress...