La squadra non è un insieme di individualità. È un progetto educativo. Nel settore giovanile parliamo continuamente di gruppo, collaborazione, spirito di squadra e senso di appartenenza. Ma quanto siamo realmente capaci di trasformare questi concetti in comportamenti concreti durante gli allenamenti? Chiediamo alle nostre atlete di essere determinate, coraggiose, autonome e sicure delle proprie capacità. Contemporaneamente, pretendiamo che sappiano condividere responsabilità, accettare decisioni e mettere le esigenze della squadra davanti alle proprie. È una contraddizione? Assolutamente no. È una delle sfide educative più importanti dell'allenatore giovanile. Il problema non è avere atlete con una forte personalità. Il problema nasce quando quella personalità non riesce a convivere con quella delle compagne. Una giovane pallavolista deve imparare a dire «io posso» , senza dimenticare il valore del «noi possiamo» .