L’APPROCCIO FENOMENOLOGICO  

ENATTIVO NELLA PALLAVOLO 

GIOVANILE FEMMINILE 




Una prospettiva pedagogica per l’apprendimento motorio, emotivo e relazionale


Introduzione


Il processo dell’allenamento  secondo l’approccio fenomenologico-enattivo nel calcio è stato sviluppato dal Professor 
Raffaele Di Pasquale e si distingue in modo netto rispetto agli approcci tradizionali e rispetto ad altri modelli sistemici. A tale proposito abbiamo provato a proporre questo approccio metodologico alla pallavolo giovanile femminile.

Nel panorama della pallavolo giovanile femminile, l’allenatore si trova oggi di fronte a una sfida complessa: formare atlete competenti senza ridurre l’apprendimento a una semplice esecuzione tecnica.
Le giovani giocatrici non apprendono solo come muoversi, ma come sentire, come percepire, come dare significato all’esperienza sportiva. In questo contesto, l’approccio fenomenologico-enattivo rappresenta una cornice teorica e pratica di grande valore, capace di integrare corpo, percezione, emozione e relazione nel processo di allenamento. Questo articolo propone una lettura approfondita di tale approccio, traducendolo in implicazioni concrete per l’allenatore del settore giovanile femminile.

1. Le basi teoriche: fenomenologia ed enattivismo

1.1 La fenomenologia: il primato dell’esperienza vissuta

La fenomenologia, a partire da Husserl e successivamente Merleau-Ponty, afferma che:
il corpo non è un oggetto che esegue, ma un soggetto che vive l’esperienza.
Nel contesto sportivo questo significa che:
  • il gesto tecnico non è solo forma esterna
  • è soprattutto esperienza corporea vissuta
  • ogni atleta costruisce il gesto attraverso percezioni, emozioni, significati personali

Il movimento non è qualcosa che si applica, ma qualcosa che emerge dall’incontro tra corpo e ambiente.

1.2 L’enattivismo: conoscere facendo, fare conoscendo

L’approccio enattivo (Varela, Thompson, Rosch) introduce un principio fondamentale:
la cognizione nasce dall’azione e dall’interazione con l’ambiente.
Applicato allo sport:
  • l’atleta non rappresenta mentalmente il gesto per poi eseguirlo
  • il gesto si costruisce nel fare
  • percezione e azione sono inseparabili

L’apprendimento motorio è situato, dinamico, relazionale.

2. Perché parlare di approccio fenomenologico-enattivo nella pallavolo giovanile femminile

La pallavolo è uno sport:
  • aperto
  • imprevedibile
  • fortemente relazionale
  • ad alta richiesta percettiva ed emotiva

Nel settore giovanile femminile emergono inoltre:
  • sensibilità emotiva elevata
  • forte impatto del giudizio esterno
  • paura dell’errore
  • sviluppo corporeo non uniforme

Un approccio puramente tecnico-normativo rischia di:
  • irrigidire il gesto
  • aumentare l’ansia
  • bloccare l’espressione motoria

L’approccio fenomenologico-enattivo, invece, accompagna lo sviluppo, non lo forza.

3. Il corpo come soggetto di apprendimento

3.1 Dal corpo-macchina al corpo-vissuto


Nel modello tradizionale il corpo è:
  • un esecutore
  • un mezzo da correggere
  • un oggetto da controllare

Nel modello fenomenologico-enattivo il corpo è:
  • soggetto percepente
  • luogo di significato
  • spazio di regolazione emotiva

L’atleta impara quando:
  • sente il proprio equilibrio
  • percepisce il tempo del gesto
  • riconosce le proprie sensazioni corporee

3.2 Implicazioni pratiche per l’allenatore

L’allenatore:
  • osserva prima di intervenire
  • ascolta il corpo dell’atleta
  • propone situazioni, non solo istruzioni

Esempio:

“Cosa hai sentito nel contatto con la palla?”
“Dove eri stabile e dove no?”

4. Apprendimento motorio come processo emergente

4.1 Il gesto non si copia, si costruisce

Nell’approccio fenomenologico-enattivo:
  • non esiste un gesto perfetto
  • esistono gesti funzionali
  • la variabilità è una risorsa

Ogni atleta costruisce la propria soluzione motoria, all’interno di vincoli:
  • biomeccanici
  • ambientali
  • relazionali

4.2 Variabilità e adattamento

La pallavolo richiede:
  • adattamento continuo
  • lettura della situazione
  • regolazione istantanea


Allenare in modo enattivo significa:
  • cambiare contesti
  • variare compiti
  • stimolare esplorazione

L’apprendimento nasce dalla ricerca, non dalla ripetizione sterile.

5. L’errore come informazione

5.1 Superare la cultura punitiva dell’errore

Nel settore giovanile femminile l’errore è spesso vissuto come:
  • fallimento
  • vergogna
  • esposizione al giudizio


Questo blocca:
  • iniziativa
  • creatività
  • fluidità motoria

5.2 L’errore in chiave fenomenologico-enattiva

L’errore diventa:
  • segnale percettivo
  • informazione sul gesto
  • occasione di consapevolezza


Domande utili:
  • “Cosa era diverso rispetto a prima?”
  • “Cosa hai percepito nel tempo del salto?”

L’errore non si elimina, si comprende.

6. Emozione, sistema limbico e apprendimento

Le emozioni non sono un ostacolo, ma:
  • parte integrante del movimento
  • regolatori dell’attenzione
  • mediatori dell’apprendimento

Nella pallavolo giovanile femminile:
  • ansia e paura riducono la coordinazione
  • sicurezza e fiducia migliorano il timing

Un ambiente fenomenologico-enattivo:
  • riduce la minaccia
  • aumenta la presenza
  • favorisce l’apprendimento implicito

7. La relazione allenatore-atleta

7.1 L’allenatore come facilitatore

Non è:
  • colui che impone il gesto
  • il controllore dell’esecuzione
È:
  • un regolatore del contesto
  • un mediatore di significato
  • una figura di sicurezza

La relazione diventa parte del processo di apprendimento.

7.2 Comunicazione e linguaggio

Il linguaggio cambia:
  • meno comandi
  • più domande
  • più metafore corporee

Esempio:

“Lascia cadere il peso”

“Senti il tempo prima del colpo”

8. Esempi applicativi nella pallavolo

8.1 Bagher
  • attenzione all’impatto
  • percezione della traiettoria
  • regolazione posturale spontanea

8.2 Attacco
  • timing percepito, non imposto
  • relazione con alzatrice
  • ascolto del proprio ritmo

8.3 Difesa
  • lettura situazionale
  • risposta emergente
  • fiducia nell’intuizione corporea


9. Vantaggi a lungo termine

Un approccio fenomenologico-enattivo:
  • costruisce atlete autonome
  • migliora la resilienza emotiva
  • favorisce trasferibilità delle competenze
  • sostiene la motivazione intrinseca

È un approccio formativo prima che prestativo, ma che produce anche prestazione.

10. Conclusioni per l’allenatore giovanile

Allenare secondo un approccio fenomenologico-enattivo significa:
  • accettare la complessità
  • fidarsi del processo
  • valorizzare l’esperienza
  • integrare tecnica, emozione e relazione

Nella pallavolo giovanile femminile questo approccio non è un’alternativa “soft”, ma una scelta metodologica avanzata, coerente con:
  • neuroscienze
  • pedagogia moderna
  • sviluppo umano
Stefano Lorusso 

Bibliografia essenziale (in italiano)
Fenomenologia, corpo e apprendimento


  • Merleau-Ponty, M. (2003). Fenomenologia della percezione. Bompiani.
  • → Testo chiave sul corpo come soggetto dell’esperienza.
  • Gallagher, S. (2014). Fenomenologia. Raffaello Cortina.
  • → Introduzione chiara al pensiero fenomenologico applicabile anche allo sport.


Enattivismo e cognizione incarnata

  • Varela, F. J., Thompson, E., Rosch, E. (1992). La via di mezzo della conoscenza. Feltrinelli.
  • → Fondamento dell’approccio enattivo: conoscere attraverso l’azione.
  • Rossi, B. (2015). Educazione e corporeità. FrancoAngeli.
  • → Connessioni tra corpo, esperienza e apprendimento.



Apprendimento motorio e didattica dello sport

  • Raiola, G. (2017). Metodologia dell’allenamento. Edises.
  • → Visione moderna dell’apprendimento motorio, orientata alla complessità.
  • Schmidt, R. A., Lee, T. D. (2014). Apprendimento motorio e controllo del movimento. Calzetti & Mariucci.
  • → Riferimento tecnico-scientifico, utile per integrare teoria e pratica.



Emozioni, relazione e sport giovanile

  • Isidori, E. (2012). Pedagogia dello sport. FrancoAngeli.
  • → Centralità della relazione educativa nello sport giovanile.
  • D’Alessandro, G. (2019). Psicologia dello sport giovanile. Carocci.
  • → Focus su emozioni, motivazione e contesto formativo.



Pallavolo e metodologia

  • Lo Bianco, M. (2018). La pallavolo giovanile. Calzetti & Mariucci.
  • → Approccio formativo e metodologico al settore giovanile.
  • FIPAV – Settore Tecnico (vari anni). Quaderni Tecnici.
  • → Riferimenti istituzionali per il lavoro sul campo.


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