GUIDARE CON AUTOREVOLEZZA 

ED EMPATIA 

“IL RUOLO DEL LEADER NELLA 

PALLAVOLO GIOVANILE FEMMINILE”





Essere un allenatore e leader nel settore giovanile femminile significa accettare una missione che va ben oltre la vittoria in campo. È la capacità di ispirare le giovani atlete, di trasmettere fiducia, di creare un gruppo coeso e resiliente. Il leader non costruisce solo il fisico la tecnica e tattica , ma futuri adulti consapevoli, capaci di affrontare la vita con lo stesso spirito con cui affrontano una partita: con coraggio, determinazione e rispetto.

Introduzione

La leadership, infatti, non si riduce al semplice comando, è bene non confondere “l’autorevolezza con un comportamento autoritario”, ma rappresenta l’arte di ispirare, guidare e valorizzare le persone. In questo senso, l’allenatore di pallavolo giovanile soprattutto nel settore femminile assume il ruolo di guida competente, empatica e carismatica, capace di tirare fuori le migliori qualità costruendo un ambiente di apprendimento in cui le ragazze possano crescere sia come giocatrici che come individui.



1. La leadership nello sport giovanile

Nel contesto sportivo giovanile, il concetto di leadership assume una dimensione particolare: non riguarda soltanto la performance sportiva, ma si lega al processo educativo.
Un allenatore-leader deve:
  • Trasmettere valori, come rispetto, lealtà, spirito di sacrificio.
  • Motivare le atlete a superare i propri limiti oltre la propria zona di comfort, alimentando resilienza “La resilienza è la capacità di una persona o di un sistema di affrontare, adattarsi e superare avversità, riorganizzando positivamente le proprie strategie, e traendo forza e crescita dalle difficoltà”, inoltre fiducia e determinazione.
  • Responsabilizzare il gruppo, creando un senso di appartenenza e di partecipazione.


La differenza tra “capo” e “leader” è sostanziale: il capo impone regole dall’alto, utilizza metodi coercitivi, il leader a differenza coinvolge e ispira, diventando modello da seguire. “Un buon insegnante è colui che sa lasciare un segno”. Nella Settore giovanile femminile questo è fondamentale, poiché le ragazze sono in una fase delicata di sviluppo fisico psicologico e sociale, in cui hanno bisogno di punti di riferimento autorevoli e credibili.

2. Le caratteristiche del leader in un gruppo giovanile femminile

Essere leader in un contesto giovanile richiede qualità che vanno oltre la preparazione tecnica:
  • Capacità comunicativa: il linguaggio deve essere chiaro, positivo e motivante, evitando toni eccessivamente critici o svalutanti. Molto importante è la timbrica della voce
  • Empatia: comprendere i bisogni emotivi delle atlete, le difficoltà scolastiche, familiari e relazionali che possono riflettersi sull’allenamento. Autorevoli esperti ritengono che per comprendere a pieno il pensiero al femminile bisognerebbe pensare come loro, “questo non è così semplice, in particolare per allenatori maschi”, soprattutto relazionandosi con adolescenti.
  • Autorevolezza: Come ho fatto riferimento in precedenza questa va guadagnata attraverso la coerenza tra parole e azioni, non con l’imposizione autoritaria.
  • Gestione delle emozioni: mantenere calma e lucidità nelle situazioni di tensione, offrendo un modello di equilibrio, “non sempre facile”.
  • Clima di fiducia: costruire relazioni basate sulla consapevolezza, trasparenza e sul rispetto reciproco.

Un allenatore che sa ascoltare, che valorizza i progressi individuali e che mostra coerenza diventa automaticamente una figura di riferimento solida per le atlete.

3. Stili di leadership a confronto

La teoria della leadership propone diversi stili:
  • Direttivo: l’allenatore prende tutte le decisioni e si concentra sul risultato immediato. Può funzionare in situazioni di emergenza, ma nel lungo periodo rischia di ridurre autonomia e motivazione.
  • Partecipativo: le decisioni vengono condivise, le atlete hanno voce in capitolo, si favorisce la collaborazione. È molto utile in contesti giovanili.
  • Trasformazionale: l’allenatore non solo guida, ma ispira. Lavora su obiettivi a lungo termine, stimola la crescita personale e incoraggia il superamento dei limiti.

A mio avviso con le giovani atlete, lo stile trasformazionale è quello che offre maggiori benefici, poiché permette di coinvolgere profondamente le atlete, generare entusiasmo e formare competenze relazionali utili anche fuori dal campo.

4. Strumenti pratici per esercitare la leadership in allenamento

Essere leader significa anche adottare comportamenti concreti che incidano sul lavoro quotidiano. Alcuni strumenti fondamentali sono:
  • Obiettivi chiari e condivisi: non solo “vincere la partita”, ma anche migliorare la tecnica individuale , aumentare la coesione del gruppo, crescere nella gestione dell’errore.
  • Feedback costruttivi: un errore non deve essere vissuto come fallimento, ma come processo in fase apprendimento. Il feedback va dato subito, in modo chiaro e motivante.
  • Responsabilizzazione: affidare ruoli specifici “capitano, referente della squadra e confronto con l’allenatore su eventuali problemi”, aumenta il senso di appartenenza.
  • Gestione dei conflitti: inevitabili in un gruppo, vanno affrontati con ascolto attivo e mediazione, evitando favoritismi “soprattutto con le ragazze”
  • Valorizzazione delle differenze: ogni atleta ha un carattere e un talento specifico; riconoscerlo rende il gruppo più ricco 
  • Fate sentire le ragazze importanti bisogna esserci quando anno bisogno di ascolto, conforto. Non basta un semplice ciao. “Devo farle sentire che mi sono accorto di lei e che lei per me è importante sia che giochi tanto o poco. Altrimenti è inutile che la alleno”. Ad esempio Una giocatrice entra io gli dico una stupidata qualsiasi, “hai tagliato i capelli, hai le scarpe nuove, come è andato il compito di matematica”. Un quotidiano appassionarsi alla loro vita. Questo va fatto con tutti e con ciascuno. Se si ragiona così, le ragazze resteranno nella vostra squadra. Non perché giocano tanto, o poco. Ma perché sanno di essere importanti per il loro “coach leader”.



5. Leadership e crescita personale delle atlete

Il potere della leadership si riflette direttamente sulla crescita delle giovani atlete.
  • Autostima: un allenatore che incoraggia e riconosce i progressi alimenta la fiducia delle atlete in sé stesse.
  • Coesione del gruppo: un team coeso è più resiliente alle difficoltà. La leadership serve a creare spirito di squadra e senso di famiglia sportiva.
  • Gestione della vittoria e della sconfitta: il leader insegna che vincere non significa umiliare e che perdere non equivale a fallire, ma ad avere nuove opportunità di crescita.
  • Valori trasferibili: disciplina, resilienza, collaborazione e rispetto sono competenze che le ragazze porteranno con sé anche nella vita adulta.


In questo modo l’allenatore-leader lascia una traccia che va ben oltre la carriera sportiva delle atlete.



6. Conclusioni: il leader che ispira

Essere allenatore-leader in un settore giovanile femminile è una sfida che richiede equilibrio, sensibilità e grande passione.
La leadership si fonda su tre pilastri:

  • Competenza tecnica, per guadagnare credibilità.

  • Empatia e comunicazione, per instaurare un rapporto autentico con le atlete.

  • Visione educativa, per formare non solo giocatrici, ma giovani donne consapevoli e responsabili.


Il vero leader non lascia in eredità soltanto schemi di gioco tecnica o trofei, ma soprattutto valori e motivazioni durature.
In fondo, una squadra giovanile di pallavolo non è soltanto un gruppo di ragazze che imparano a giocare, ma una piccola comunità in cui si costruiscono legami, identità e strumenti per affrontare la vita. L’allenatore-leader è la guida che rende possibile questo viaggio.

Stefano Lorusso 

Bibliografia
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  • Crespi, L. (2009). Il coaching sportivo. Strumenti psicologici per allenatori e atleti. FrancoAngeli, Milano.
  • Goleman, D. (2011). Intelligenza emotiva. Rizzoli, Milano.
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  • Vercelli, U. (2017). Vincere con la mente. Tecniche e strategie di mental training. Vallardi, Milano.
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  • Zanetti, M. (2015). Allenare il settore giovanile nella pallavolo. Metodologia e pratica. Calzetti & Mariucci, Perugia.


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