venerdì 16 settembre 2016




L'APPRENDIMENTO DELLE 
ABILITÀ MOTORIE 


Ciao amici, con il mese di Settembre ricominciano a pieno le varie attività, e tra queste la nostra grande passione. La pallavolo. Oggi vi propongo un post interessantissimo, probabilmente un po' teorico ma che vi sarà molto utile nella programmazione e strutturazione degli allenamenti, dal tema, l'apprendimento delle Abilità motorie. Il file completo è tratto dalla rivista SDS. Lo potete trovare in formato pdf  e scaricare dal mio sito all'indirizzo https://sites.google.com/site/professionalvolley/home
Vi auguro una splendida stagione ricca di successi.
                                                                          
Ci sono molte definizioni riguardanti ciò che intendiamo per abilità. Fortunatamente la maggior parte hanno parecchie caratteristiche comuni. È generalmente accettato che abilità è apprendimento, sono specifici per l'attività praticata. Inoltre, la persona si pone l'obiettivo di ottenere qualche risultato specifico. Questo risultato può essere quantitativo, determinato dall'esecuzione di un movimento, che può essere misurato, "obiettivi-relativi"; o qualitativa, misurato dal giudizio soggettivo. Pertanto, in questo libro si utilizzerà la seguente definizione di allenamento per l'abilità: Come definizione di abilità possiamo definire che questa è, la produzione costante di movimenti orientato agli obiettivi, che sono appresi e specifici per l'attività.

                                                                                Stefano Lorusso 

venerdì 10 giugno 2016

SVILUPPO DELL'AGILITÀ NELL'ETÀ EVOLUTIVA 





 Ciao amici siamo arrivati ormai al termine di una stagione lunga e spero ricca di soddisfazioni sportive. Oggi voglio proporre all'interno del post un tema, a mio avviso molto interessante, soprattutto per l'accrescimento dell'agilità per le categorie under 12 e 13. Il file lo potete scaricare in formato pdf cliccando sul pallone da volley posto sulla banda laterale del blog che vi indirizzerà al mio sito. Nel file troverete anche alcuni esercizi sia specifici motori sia tecnici per il miglioramento di questa abilità. Spero che il tema sia di vostro interesse. Buona visione e buone vacanze. 
 Stefano Lorusso

lunedì 15 febbraio 2016


CATENA DIDATTICA PER L'ALLENAMENTO DELLA RICEZIONE
PROF. GIUSEPPE BOSETTI



In questo video potrete vedere una serie di esercizi in progressione didattica per l'allenamento della ricezione con particolare riferimento alla categoria under 14 femminile. Il video è stato realizzato durante un aggiornamento tenuto dal professor Giuseppe Bosetti. Penso che il percorso didattico realizzato sia, nella sua semplicità di estrema qualità tecnica.   Buona visione. 
                                                           Stefano Lorusso. 

martedì 26 gennaio 2016




IL PRINCIPIO DI PARETO E ALLENAMENTO SPORTIVO





La Legge o principio di Pareto, è un concetto assai conosciuto nell’ambito del Coaching e del management in generale e ultimamente sta tentando un approccio nel campo dell'allenamento sportivo.

Il Principio di Pareto, o Legge 80/20, è una legge empirica che, in breve, recita che l’80% di ciò che si ottiene è dovuto soltanto al 20% di ciò che si fa, o meglio “la maggior parte degli effetti è dovuta ad un numero ristretto di cause”.
In definitiva, l’80% delle performance sportive è detenuto dal 20% delle  squadre, con riferimento alle categorie di riferimento e il risultato è generato dal 20%  del tuo lavoro in allenamento.

Quindi, è il 20% di ciò che fai a generare l’80% dei tuoi risultati. Così, troverai che in molti riassumono tutto questo con frasi tipo “basta che fai maggiormente quel 20% e meno quell’80% per migliorare”, oppure “concentrati su quel 20% invece di dedicarti al restante 80%” o ancora “è quel 20% che ha la priorità su ciò che fai”.

Attenzione: questo è un modo semplicistico di vedere tale teoria.

Prendiamo una delle frasi usate come esempio in precedenza: l’80% dei risultati di una squadra è generato dal 20% del lavoro fatto in palestra. Si evince che il rimanente 20% dei risultati è generato dall’80% del lavoro. Perché concentrarsi quindi su così tanti piccoli dettagli per avere un ritorno in prestazione non all’altezza?

Molto semplice: perché quel 20% è necessario.

Ad esempio, pensa che quel 80% di piccoli dettagli, se ben allenati, contribuirà all'80% nella costruzione tecnica di un atleta. Non solo, ma tutti sappiamo che, ad esempio una buona preparazione, conta, soprattutto a livello di prevenzione. È importante ora definire, mediante un'accurata analisi quali sono i fattori dominanti che generano la realizzazione del risultato positivo.


La prima cosa da fare:



1) Può essere utile fare un brainstorming con i colleghi per capire quali possono essere le motivazioni di una vittoria o di una performace eccellente, chiaramente con riferimento alla categoria oggetto di ricerca.
Qui e' utile individuarne il piu' possibile senza pesarle in ordine di importanza

2) Eseguire un sondaggio tra i coach dopo aver messo a punto un opportuno modulo che elenca tutte le cause evidenziate, e ad ognuna delle quali sia possibile assegnare un punteggio (peso) es. da 1 a 10, dove si assegna 10 se si ritiene quella causa molto determinante per una vittoria e 1 se poco determinante. Per un'analisi sensata le eventuali cause devono essere un numero ragionevolmente elevato.

3) Si collezionano gli esiti del sondaggio e si sommano i punteggi per ogni causa.
    A questo punto abbiamo tutti gli elementi per fare il grafico di Pareto, che mi dira', una volta stabilita una percentuale
a scelta (es. 60%) , quale sono l'insieme di cause che concorrono ad una vittoria secondo tale percentuale.

Una volta ottenuto questo risultato si puo' ottimizzare l'allenamento di una squadra, che andra' ad indirizzare appunto
quelle cause preponderanti rilevate precedentemente, evitando di indirizzare sforzi verso quelle che nell'insieme sono poco rilevanti.

Ora proviamo a fare un esempio di analisi con riferimento alla categoria under 12 femminile.


FATTORI CHE DETERMINANO UNA VITTORIA O PERFORMNCE ECCELLENTE CON RIFERIMENTO ALL'UDER 12 FEMMINILE






Inferiorità oggettiva dell'avversario



B.   Qualitá e numero di servizi vincenti



C.   Quantità di errori avversari



D.   Attacchi vincenti dopo ricezione



E.    Attacchi vincenti dopo difesa







INDICARE CON UN VALORE DA 1 a 10 IN ORDINE CRESCENTE CON RIFERIMENTO ALL'IMPORTANZA .



Scautizzando una serie di partite, nella categoria under 12 femminile si evidenzia che circa il 60% dei punti è generato dal numero di errori avversari, in media dai 13 ai 15 punti, con particolare riferimento agli errori in fase di "contrattacco". Un indice molto basso risulta essere il numero di punti realizzati dopo ricezione, circa il 5%. La battuta ha un'incidenza di circa il 20% e il restante 15% situazioni d'attacco, "palle gestite in palleggio con rincorsa e colpo d'attacco". Il fondamentale più carente in tutte le fasi del gioco è sicuramente il bagher. La tecnica è approssimativa in tutte la sue componenti, dal piano di rimbalzo all'azione corretta in spinta delle gambe, sia con divaricata sul piano frontale sia sul piano sagittale. La difficoltà di gestione dello spazio soprattutto per la mancanza di chiarezza nelle competenze e la scarsa propensione alla comunicazione crea confusione generando errori banali.
Forse per molti potrebbe sembrare la "scoperta dell'a acqua calda" ma vi assicuro che non è così scontato.
La mia proposta è quella di aumentare il volume di allenamento con riferimento alla tecnica di bagher. Studiare la corretta catena didattica e relativa metodologia di allenamento, proponendo esercizi dal''analitico al globale che rispecchiano fedelmente il gioco della pallavolo, che ricordo è uno sport DI RIMBALZO. A volte noi allenatori organizziamo gli allenamenti, senza tener conto dei presupposti fondamentali del gioco. Ad esempio utilizziamo molte esercitazioni dove, le atlete devono fermare la palla, creando situazioni irreali rispetto alla caratteristica fondamentale della pallavolo. Tutto quello che facciamo, può essere utile per migliorare la motricità generale, le capacità coordinative non specifiche al gioco, rendendo gli esercizi molto coreografici ma poco utili al raggiungimento dell'obiettivo specifico. Se analizziamo il tempo dedicato all'allenamento di una squadra di under 12 femminile, possiamo supporre un volume generale di lavoro di circa 6 ore settimanali, più una o due gare a seconda se la squadra partecipa anche al campionato di under 13 e solo il 20% ha un volume di allenamento più alto di circa 2. Secondo un analisi fatta attraverso il grafico di Pareto "80/20" L'80% del volume generale di allenamento deve essere dedicato a limitare gli errori durante la fase di gioco. Con questo non vuol dire che dobbiamo far giocare per 2 ore le nostre atlete, ma dare stabilità agli elementi tecnici che nella cronologia del gioco possono creare l'errore. Tecnica e palla per la maggior parte del tempo!
Nelle partite di under 12 femminile la prima fase è costituita da una ricezione con bagher frontale o palleggio, "ricezione punto", o da una battuta dal basso. La seconda fase un appoggio o difesa attacco piazzato, alzata e contrattacco. In tutte e due le fasi la tecnica di bagher e palleggio ricopre un ruolo determinante per limitare il numero di errori punto. Con questo non voglio dire che l'attacco, soprattutto nella gestione corretta della rincorsa e possibilmente colpo non non è importante. Negli ultimi anni il livello antropometrico delle atlete e aumentato di molto creando ulteriori problematiche nella gestione dei fondamentali di seconda linea e di conseguenza nell'apprendimento in allenamento. A tal proposito durante le fasi di riscaldamento prepartita, sì notano atlete dotate di un buon attacco, che non viene confermato totalmente durante il gioco. Questo perché gli elementi tecnici che precedono l'azione di attacco sono molto approssimativi. "Ricezioni o appoggi imprecisi, alzate corte o troppo basse, ecc..." Per trarre delle conclusioni, a mio avviso in allenamento si fanno troppe cose, che costituiscono l'80% dell'inutile e poco quel 20% che serve realmente al nostro gioco sportivo. Un altro aspetto è che quel 20% di utile lo alleniamo in modo approssimativo, senza conoscerne accuratamente e scientificamente le azioni, nella catena cinetica del gesto tecnico. Ad esempio, senza voler giudicare nessuno, vedo molti colleghi che nell'allenamento del bagher in under 12 utilizzano molto tempo nella tecnica del bagher laterale, senza tenere presente che la palla ha una velocità non eccessiva e questa tecnica crea un adattamento prematuro e scorretto. "Ho notato che molte bambine anche nell'esecuzione del bagher di appoggio frontale con divaricata sul piano sagittale hanno un innalzamento predominante di una spalla rispetto all'altra". Domanda, ma cosa serve quando l'80% dei palloni arrivano frontali e lenti? "Perdita di tempo!" Questo vale anche per la tecnica di palleggio, privilegiando il più delle volte la tattica "con il palleggiatore in penetrazione" che la tecnica specifica con relativa precisione, con alzata in posto quattro e due. Sta a voi ora fare le vostre valutazioni se lo riterrete opportuno una ricerca. Io come sempre ho tentato di dare uno spunto per migliorare la nostra capacità di allenatori, e di conseguenza migliorare la prestazione tecnica delle nostre squadre. A presto
                                                                                                                               Stefano Lorusso
.










      

                                                                                                                               

lunedì 7 dicembre 2015








LA MENTALITÀ FISSA O DI CRESCITA
"quello che ci manca focalizzando l'attenzione sugli atteggiamenti dei bambini"




Carol Dweck è un professore di psicologia alla Stanford University e un ricercatore di fama nel
 La mentalità di 'forma mentis': 
quello che ci manca focalizzando l'attenzione sugli atteggiamenti dei bambini nel campo della motivazione. Ha scritto opere importanti, tra cui il pluripremiato "Self-teorie: è il ruolo che hanno nella motivazione, la personalità e lo sviluppo," ed è stato pubblicato in numerose pubblicazioni, tra cui il Washington Post, The New Yorker e il New York Times. È famosa per la sua teoria della "mentalità", fissa o verso la crescita. Nel primo caso, gli studenti credono che la loro intelligenza e abilità sono definiti in una logica di crescita, credono che potranno sviluppare talenti e perfino l'intelligenza lavorando sodo. La mentalità di crescita è diventata popolare tra gli educatori per capire come gli studenti raggiungono e possono migliorare il loro rendimento scolastico.


Una delle idee più popolari nel settore dell'istruzione in questi tempi si può riassumere in una sola frase — Ecco la frase: i bambini tendono a fare meglio quando considerano l'intelligenza e altre abilità come tratti modellabili e non fissi sia presenti sia mancanti, acquisibili o migliorabili attraverso l'allenamento. Una serie di monografie in molti anni e in un libro pubblicato nel 2000, dallo psicologo Carol Dweck  dal titolo "teoria incrementale" per descrivere la credenza self-fulfilling che uno può diventare più intelligente. Rebranding più catchily come "mentalità di crescita" ha permesso di riciclare l'idea pochi anni più tardi in un libro best-seller per lettori "step by step"programma didattico denominato Brainology ® che è studiato per "aumentare i risultati degli studenti, aiutandoli a sviluppare una mentalità di crescita". Ormai, infatti, questo termine a livello culturale ha entusiasmato educatori e un numero crescente di genitori, dirigenti e giornalisti —, Il termine Grinta ad esempio è concetto astratto. Si può  modificare questo termine "grinta", che, come ho affermato altrove, è guidato più da un' ideologia conservatrice rispetto a solide ricerche e tesi fondamentali. Non è solo l'abitudine ad attribuire il mancato risultato o lento apprendimento ad un basso quoziente intellettivo, ma l'abitudine ad attribuire il successo alla propria intelligenza. Bambini tendono a fare meglio in futuro se credono che quanto bene hanno fatto in passato era soprattutto un risultato di applicazione sforzo e allenamento, con il concetto che attraverso "un duro lavoro" si può migliorare. Ma "quanto bene hanno fatto" a che cosa?
Il problema, definito in modo generico e approssimativo, circa il potere di atteggiamenti o credenze negative, limita i benefici di uno sforzo e la concentrazione sui compiti stessi. Purtroppo, anche alcune persone, allenatori, educatori dovrebbero convincere gli studenti che hanno bisogno di adottare un atteggiamento più positivo rispetto alle proprie capacità e esperienze fatte (ciò che agli studenti viene insegnato) sotto il profilo metodologico e pedagogico sono nozioni immagazzinati nella memoria dei bambini a breve termine. I bambini stessi raramente sono consultati riguardo quello che stanno imparando o realizzando, anche se il loro genuino entusiasmo ad imparare, sembra aumentare la capacità di apprendimento quando avviati nel processo formativo. — Anche la qualità delle strutture sotto il profilo estetico e ricco di materiale, favorisce e migliora la capacità di apprendimento dei bambini. Il materiale didattico dedicato alla formazione sul l'importanza di adottare metodologie che favoriscano una positiva mentalità di crescita raramente si occupa di chiedere se il curriculum degli allievi è significativo, se la pedagogia è premurosa, o se la valutazione dell'apprendimento degli studenti è autentica (in contrasto con la definizione di successo semplicemente come punteggi più elevati sulle prove standardizzate). Tutto quello che dobbiamo fare è ottenere e adottare l'atteggiamento giusto nei riguardi di bambini aiutandoli a pensare con ottimismo circa la loro capacità di gestire qualunque cosa dovranno realizzare. Il consigli più concreti offerti da Dweck e altri seguaci della mentalità crescita è cercare di lodare i bambini per il loro sforzo ("Ti sei sforzato e hai realizzato un compito molto difficile"), piuttosto che per la loro capacità ("Sei davvero intelligente") al fine di convincerli a perseverare. (Il 'motore di ricerca di Google le parole "lode" e "sforzo" insieme: hanno più di 70 milioni di visite.) Ma il primo problema con questo cambiamento è che lodare i bambini per il loro sforzo trasforma il problema, come molti studi hanno confermato. Questo sistema,  potrebbe comunicare ai bambini che: "se ho dovuto sforzarmi tanto per raggiungere l'obiettivo è vero che ho delle difficoltà ad imparare e quindi è improbabile che riuscirò in futuri compiti. ("Se mi stai complimentando per spronarmi a lavorare duro, dovrò  davvero essere perdente.").La preoccupazione più grave, tuttavia, è che ciò che è davvero problematico è la lode, per sé. È una ricompensa verbale, un incentivo estrinseco e, come altri premi, è spesso interpretato dal destinatario come una manipolazione.  Una letteratura di ricerca sostanziale ha dimostrato che i bambini sono in genere meno interessati in qualunque cosa fossero ricompensati o elogiati a fare, perché adesso il loro obiettivo è solo quello di ottenere la ricompensa o la lode. Una reazione primordiale ed istintiva. La caratteristica più importante di un giudizio positivo non è che è positivo, ma che è una sentenza; si tratta piuttosto di controllare il rispetto incoraggiando. Quello che ai bambini effettivamente serve è, un feedback non giudicante e  un incondizionato supporto — l'antitesi di una paternalistica pacca sulla spalla per aver saltato attraverso i nostri cerchi. La soluzione, pertanto, va ben al di là di una messa a fuoco su che cosa è essere elogiato — vale a dire elogiando sia la capacità sia lo sforzo.Così, la sfida per un insegnante, un genitore o un manager deve prendere in considerazione una moratoria su riconpense verbali. Abbiamo bisogno di comprendere le differenze più profonde: tra motivazione estrinseca ed intrinseca e tra "facendo" e "lavorare con" strategie. Purtroppo, siamo scoraggiati dal riflettere su queste distinzioni più significative — e da mettere in discussione il modello intero (di cui la lode è un esempio)
 All'interno del video ci sono alcuni concetti espressi in modo semplice e a mio avviso applicabili anche  Nell'apprendimento delle tecniche sportive.