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L’APPROCCIO FENOMENOLOGICO   ENATTIVO NELLA PALLAVOLO  GIOVANILE FEMMINILE  Una prospettiva pedagogica per l’apprendimento motorio, emotivo e relazionale Introduzione Il processo dell’allenamento  secondo l’approccio fenomenologico-enattivo nel calcio è stato sviluppato dal Professor  Raffaele Di Pasquale e si distingue in modo netto rispetto agli approcci tradizionali e rispetto ad altri modelli sistemici. A tale proposito abbiamo provato a proporre questo approccio metodologico alla pallavolo giovanile femminile. Nel panorama della pallavolo giovanile femminile, l’allenatore si trova oggi di fronte a una sfida complessa: formare atlete competenti senza ridurre l’apprendimento a una semplice esecuzione tecnica. Le giovani giocatrici non apprendono solo come muoversi, ma come sentire, come percepire, come dare significato all’esperienza sportiva. In questo contesto, l’approccio fenomenologico-enattivo rappresenta una cornice teorica e pratica di grande valore,...
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L’ALLENAMENTO  DEL SIDE OUT PER LE  CATEGORIE  UNDER  13 - 14 FEMMINILE Ciao amici, in queste feste di fine anno vi propongo un post strutturato per il settore giovanile femminile, con particolare riferimento alle categorie Under 13 - 14, focalizzato su una  progressione didattica del side-out, con esercizi pratici adattati all’età e al livello delle atlete. Sono certo che alcuni colleghi “ storceranno un po’ il naso” al termine progressione, ma credo che, dalla mia umile esperienza aiutano a rendere il lavoro bene organizzato. Nel settore giovanile femminile, la fase di side-out (ricezione + attacco) è uno degli aspetti fondamentali e a “mio modesto parere limitante la performance nel gioco”soprattutto nelle prime categorie giovanili. Uno dei motivi é l’incidenza del servizio con riferimento all’altezza della rete “m. 2,15” Una buona organizzazione del side-out permette di mettere subito pressione sull’avversario e guadagnare fiducia in campo. Il focus è sull...
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  L'ARTE  DI SAPER  OSSRVARE Quando ascoltare con gli occhi, vale più delle parole L'ascolto oltre le orecchie: il potere dell'osservazione   Lo sguardo secondo Lacan Prima distinzione :  Per Lacan: Vedere è un atto biologico: gli occhi ricevono immagini. Lo sguardo è qualcosa che mi riguarda, che mi tocca, che mi fa esistere in un certo modo. Quindi lo sguardo non è ciò che io vedo, ma ciò da cui mi sento visto. È qualcosa che viene dall’Altro. Esempio 1 Se cammini per strada e qualcuno ti fissa, senti che “ti riguarda”, anche se non sai perché. Quel senso di esposizione è lo sguardo. Esempio 2 Quando sei solo in casa ma senti “come se qualcuno ti guardasse”, non c’è nessun occhio reale. Eppure lo sguardo è presente. 2. Perché lo sguardo è un oggetto a? Lacan dice che lo sguardo è una delle forme dell’oggetto piccolo a, cioè uno dei punti in cui il soggetto incontra la sua mancanza, il suo desiderio, la sua dipendenza dall’Altro. Lo sguardo è ciò che: mi espon...